FERROVIE. POZZO-CONFICONI-FASIOLO(PD): TEMPI INACCETTABILI PER NODO UD
(ACON) Trieste, 5 nov - "Sul nodo ferroviario di Udine servono
certezze sui finanziamenti e tempi di realizzazione compatibili
con le aspettative del territorio. Sentir parlare di opere che
potrebbero essere completate addirittura nel 2039 significa
prospettare attese inaccettabili per cittadini e imprese, che da
anni convivono con criticità ormai anacronistiche. È necessario
accelerare gli interventi e fare chiarezza sulle risorse
disponibili, evitando che ulteriori rinvii si traducano anche in
nuovi aumenti dei costi". Lo dichiarano in una nota i consiglieri
regionali Massimiliano Pozzo, Nicola Conficoni e Laura Fasiolo
(Pd), a margine della seduta della IV Commissione riunita oggi
per l'audizione in merito alla situazione del nodo ferroviario di
Udine e al potenziamento della linea ferroviaria Venezia-Trieste.
Secondo Pozzo "è importante che la Regione mantenga una posizione
unitaria su un'infrastruttura strategica, facendo fronte comune
nei confronti di Rfi e degli interlocutori nazionali. Al di là
delle responsabilità politiche del passato, che non interessano
ai cittadini quanto la soluzione dei problemi, dobbiamo
concentrarci sulla realizzazione delle opere. Prendiamo atto dei
passaggi avanti illustrati, in particolare sul nuovo apparato
centrale e sul posto di movimento di Cargnacco, ma resta forte la
preoccupazione per un cronoprogramma che arriva a indicare il
2039. I passaggi a livello di Udine e le altre criticità del nodo
richiedono risposte in tempi molto più ravvicinati. Serve inoltre
capire se i finanziamenti attualmente disponibili siano
sufficienti a coprire tutti gli interventi previsti, considerando
che il protrarsi dei lavori rischia di comportare ulteriori
incrementi dei costi".
Per Conficoni, "a quasi cinque anni dall'audizione del 20 gennaio
2022, abbiamo verificato che i cronoprogrammi allora comunicati
non sono stati rispettati. In quella sede, per il nodo di Udine
erano stati presentati quattro interventi: il nuovo posto di
movimento di Cargnacco e il relativo apparato centrale, il nuovo
apparato e il piano regolatore generale della stazione di Udine,
gli interventi su Udine Bivi e Udine Parco e il raddoppio della
linea di cintura, con la bretella tra la linea per Gorizia e
quella per Cervignano. Il costo complessivo indicato era di 203
milioni, con 73 milioni già disponibili e un avanzamento dei
lavori previsto tra il 2022 e il 2025. Purtroppo le opere non
sono state rinviate".
Anche il Piano commerciale 2026 di Rfi, ricorda ancora Conficoni,
"indica uno slittamento, mentre non individua una scadenza
precisa per il completamento degli interventi, limitandosi a
parlare di un orizzonte oltre il 2030. Una prospettiva che non
coincide con i tempi celeri e certi richiamati dall'assessore. È
necessario chiarire se questi ritardi dipendano dalla progressiva
disponibilità dei finanziamenti e se vi sia una copertura
effettiva per completare l'intero programma".
La Fasiolo sottolinea che "per il territorio isontino è
fondamentale che venga garantita anche la manutenzione della
linea ferroviaria tra Gorizia e Udine, comprese le necessarie
misure sulle barriere antirumore. Gorizia deve inoltre poter
contare su collegamenti efficienti con la circonvallazione verso
Tarvisio e sulla possibilità di accedere agevolmente alla linea
di cintura". Ma il problema dei tempi, continua, "riguarda
l'intero sistema: parlare di completamenti al 2039 significa
proiettare gli interventi in un futuro che rischia di diventare
quasi fantascientifico. L'esperienza della lunetta di Gorizia, di
cui mi occupo dal 2013-2014 e che ancora oggi presenta nodi
irrisolti, dimostra quanto sia necessario sbloccare le opere. Rfi
deve fare tutto il possibile, nell'ambito delle proprie
competenze, per accelerare i procedimenti e dare risposte
concrete ai territori".
ACON/COM/rcm